INCONTRI PER BABY WEARING

Apprendere le tecniche per PORTARE i bambini nei marsupi e nelle fasce

«Il mio bambino vuole sempre stare in braccio!»
«Si addormenta in braccio, ma appena lo metto giù si sveglia e piange»
«Se lo tiro su e lo tengo in braccio si calma e si riaddormenta»

Affermazioni di questo tipo sono molto frequenti tra i genitori e spesso sono espressioni di disagio e fatica di fronte al figlio che esige contatto. Ma questi bambini sono eccezionalmente esigenti? E se i bambini che esigono di stare in braccio avessero un comportamento del tutto fisiologico?

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Secondo la biologia comportamentale il cucciolo d’uomo è un “portato attivo”, che alla nascita dispone di riflessi e comportamenti che lo predispongono a stare sul corpo dei genitori e ad essere portato da loro. Ciò significa che nasce con l’aspettativa di ritrovare la dimensione di “portato”: il contatto con il corpo dei genitori, sicurezza tangibile e concreta e primo terreno di esperienze plurisensoriali, che coinvolgono il tatto, l’olfatto, l’udito e la vista, il movimento e il ritmo, stimoli vestibolari e propriocettivi, è una condizione che favorisce la sua crescita anatomica (maturazione delle anche, sviluppo della postura), neurologica (sviluppo cerebrale), motoria, linguistica, psichica (attaccamento, sviluppo della fiducia di base) e sociale. Ci sorprendiamo allora che il bambino reclami ed esiga con più o meno veemenza queste condizioni favorevoli?

I genitori si aspettano invece un bambino che stia tranquillamente separato da loro per la maggior parte del giorno e della notte: che mangi e dorma, che abbia ritmi precisi, che si adatti facilmente all’attrezzatura comprata appositamente per lui, che stia nella carrozzina, che dorma nella culla, che non pianga, che stia in braccio a tutti, che si autoconsoli, che si autoaddormenti. Aspettative che non corrispondono a quelle del bambino: da qui un conflitto che fa disperdere una grande quantità di energia a entrambi.

Perciò portare il bambino con un supporto adeguato diventa un ponte che aiuta genitori e bambini a incontrarsi (e ad ascoltarsi), accettando e rispettando le aspettative di entrambi. Su questo ponte il bambino si trova rispettato e accettato nella sua natura di “portato” e nei suoi bisogni di contatto, movimento, contenimento e legame, e il genitore, con il bambino contenuto (e perciò anche contento) e consolabile vicino a sé, si sente competente per il suo benessere, libero e rispettato nel proprio bisogno di fare anche altre cose, oltre a tenerlo in braccio. E scopre serenamente una nuova vita: “insieme”, anziché “nonostante” il bambino.

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Infine, portare non è una bacchetta magica o una ricetta per far tacere il pianto del proprio bambino; infatti ci sono bambini che piangono molto e spesso, nonostante siano portati e abbiano dei genitori molto disponibili e attenti ai loro bisogni. Portare è un supporto alla relazione che si basa sull’ascolto reciproco (e solo così funziona), una relazione che va impostata e calibrata individualmente per trovare la vicinanza giusta e la distanza necessaria a seconda del momento. In questo senso è un modo per conoscersi e per crescere, per fare, letteralmente e spiritualmente, strada insieme. Una strada che porterà probabilmente, a suo tempo, a una maggiore sicurezza e autonomia del piccolo quando sarà il suo momento di “partire”, e a una fiducia più radicata dei grandi quando dovranno “lasciarlo andare”.

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Fascia lunga, fascia elastica, marsupio, zaino, amaca: tutti strumenti semplici che consentono di portare a contatto con il proprio corpo, bambini fino all’età in cui possono camminare.

 

                                   -Testo tratto da uppa.it Pubblicato il 24.06.2013 e aggiornato il 04.03.2018-  

 

 

 

 

 

 

 

Se vuoi conoscere meglio alcuni supporti ergonomici, avvicinandoti al mondo del portare; se già conosci e vuoi imparare delle buone legature , se vuoi provare e testare differenze e vestibilità dei vari supporti, il 6 Maggio Francesca Praga, consulente esperta PiP, presso cEntro Anch’Io a Fagnano Olona, illustrerà modalità differenti per portare i piccoli. Scegli il corso più adatto a voi…vi aspettiamo!

 

ore 10.00 – CORSO MARSUPI: come si riconosce un marsupio ergonomico? Quale differenza tra un marsupio standard, toddler o regolabile? Meglio un solo marsupio per tutto il percorso o ad ogni fase di crescita c’è il marsupio corrispondente?

A queste e ad altre mille domane proveremo a rispondere insieme, oltre ad avere la possibilità di provare diversi marsupi ergonomici per testare direttamente le varie differenze e vestibilità di ogni supporto.

 

ore 11.30 – PORTARE DAVANTI: è la posizione preferita nei primissimi mesi del bambino soprattutto se a portare è la mamma che allatta. Il vantaggio sta nella possibilità di aver un sostegno triplice per il bambino, ma diventa meno pratica mano a mano che cresce.

 

A disposizione per il noleggio, durante i corsi, i supporti della nostra fascioteca.

 

E’ richiesta l’iscrizione.

Per informazioni e iscrizioni contatta laBanda Coop specificando orario e corso che interessa:

area.infanzia@labandacoop.it – 0331/680318 (dal lun al ven dalle 9,00 alle 13.00)

 

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